Donna Ursina, una giovane ragazza conoscitrice di erbe, è esistita veramente; nello stesso periodo storico in cui è vissuto anche Federico Cesi. Lei risiedeva a Dunarobba in una semplice casa del piccolo borgo, lui ad Acquasparta nel più nobile e importante dei palazzi: vicini, ma allo stesso tempo “lontani”. Anche se attratti entrambi dai segreti della natura, non esiste alcun documento che certifichi un loro incontro. Lui era dotto e coltivava i suoi studi in modo scientifico, lei era ignorante e praticava l’arte dell’empirismo: lui una figura storica al centro dell’attenzione, lei una villana al limite dell’indifferenza.

Una donna, un uomo.
Due mondi, due galassie, due universi paralleli, quello maschile di lui e quello femminile di lei, che hanno vissuto la propria vita ignorandosi per tutta la loro esistenza. Ma proprio perché Donna Ursina e Federico Cesi non si sono mai incontrati, sono il pretesto perfetto per compiere una riflessione; non tanto sull’atavico rapporto uomo-donna, ma su come l’uno e l’altra possano aver percepito “il mondo” in cui hanno vissuto. Perché Ursina, in quanto donna, non ha avuto bisogno di leggere, di studiare o di erudirsi per capire cose che da sempre appartengono a quella natura della quale ogni donna ne è sostanza: Federico e i suoi colleghi studiosi, sul “femminile su cui il mondo si regge”, invece si. Hanno dovuto imparare tutto.


Ursina è senza tempo: anzi “è il tempo”, come lo sono da sempre tutte le donne. Federico il tempo lo segna, lo marca, lo incide in modo indelebile; non può fare altrimenti, come tutti gli individui che vogliono lasciare traccia del loro passaggio su questa terra. Perché gli uomini possono tramandare una conoscenza, un’idea, un pensiero per il solo desiderio di manifestare se stessi e la loro intelligenza: le donne, non ne hanno bisogno. Sono tutto il resto. Sono un’essenza che si perpetua all’infinito, e che va molto al di là di un semplice ruolo. Sono come le stelle; luminose, eterne, irraggiungibili. Maledettamente lontane per arrivare a sfiorarle.