La Contrada del Ghetto, contraddistinta dall’emblema di un aquilotto giallo su un fondo nero e verde quale simbolo di potenza e di fierezza, trae il suo nome dalla Piazza del Ghetto, zona situata nel cuore di Acquasparta, in cui anticamente risiedeva una piccola comunità ebraica. 

Il territorio della contrada è situato in pieno centro storico ed è attraverso un maestoso arco rinascimentale che si può raggiungere la sua rinomata taverna; si tratta di un’antica e caratteristica cantina, dove si possono assaporare i piatti tipici della tradizione in un’atmosfera di animazione veramente suggestiva.  

La contrada vanta tra le proprie fila anche un gruppo teatrale, costituitosi nel 2009 e consolidatosi grazie alla felice collaborazione con l’attore e regista Gianluca Foresi e con Marzia Elisabetta Polacco. Dall’edizione 2016 la conduzione artistica del gruppo è stata affidata al noto regista e scenografo Paolo Baiocco.

La taverna del Ghetto, pur disponendo di tavoli al coperto, offre ai visitatori la possibilità di mangiare nell’antistante piazzetta, un luogo coinvolgente fatto di scorci particolari ed addobbi dai sapori antichi, e di essere serviti da personale in costume dell’epoca.

La gente della Contrada del Ghetto, pur essendo in continua evoluzione, ha mantenuto negli anni un’identità ben definita ed un forte spirito di gruppo, volto alla continua voglia di miglioramento e alla ricerca di nuove idee.   Questo spirito è alla base dei successi ottenuti dalla contrada, la quale si è aggiudicata il Palio della Festa del Rinascimento in ben 10 edizioni, e caratterizza tutte le attività e le manifestazioni che vengono organizzate ogni anno, tra cui il corteo della contrada che ogni anno viene pianificato nei minimi particolari, in quanto esso costituisce un momento di centrale importanza nella presentazione al pubblico di tutta la contrada nelle sue molteplici componenti; le chiarine ed i tamburini, i gruppi delle arti e dei mestieri, i borghesi ed i nobili con i loro abiti sontuosi, ogni cosa è frutto di attento studio e di minuziosa ricerca.

Nel tempo all’interno della contrada sono nati e cresciuti diversi gruppi, come quello dei tamburini che negli ultimi anni ha effettuato un salto di qualità importante migliorando notevolmente la tecnica di esecuzione e le coreografie. I “Piccoli Tamburi”, invece, è il gruppo dei giovanissimi che si cimentano nell’arte delle percussioni con l’ambizione e l’impegno di entrare a far parte del gruppo dei più grandi.

Il Ghetto è stata la contrada da battere nel Palio della Lince; numerose sono state le vittorie riportate nel corso degli anni, grazie al pluridecorato fantino Antonio Spera e agli altri valenti cavalieri che hanno gareggiato per i colori nero-verdi.

La squadra del “Grande gioco dell’oca” ha trionfato nelle ultime tre edizioni (2017-2018-2019) i nostri gladiatori, nonostante la poca fortuna nel lancio del dado, si sono dimostrati grandi campioni nei giochi che caratterizzano la gara. I piccoli contradaioli si sono contraddistinti vincendo per ben 4 volte su 8 il “Gioco dell’Oca dei piccoli”.

La contrada vanta tra le proprie fila anche un gruppo teatrale, costituitosi nel 2009; gli attori, tutti non professionisti, sono per la maggior parte contradaioli che nutrono una forte passione verso questa forma d’arte. La Compagnia teatrale del ghetto si è consolidata grazie alla felice collaborazione con l’attore e regista Gianluca Foresi e con Marzia Elisabetta Polacco che nel corso di sette anni (2009-2015) hanno portato il gruppo ad aggiudicarsi la vittoria per ben tre volte nel 2009, nel 2012 e nel 2013. Dal 2016 al 2019 la conduzione artistica è stata affidata al noto regista e scenografo Paolo Baiocco che ha contribuito significativamente alla crescita di alcuni attori che costituiscono oggi la colonna portante della compagnia, e l’ha portata alla vittoria nelle due edizioni del 2016 e del 2019. Dall’anno 2020 le redini della direzione artistica del gruppo sono state prese dal giovane e affermato attore e regista Riccardo Leonelli.

Il motto della Contrada del Ghetto trae spunto dal Canto III dell’Inferno della Divina Commedia e come una sorta di sberleffo si pone come atto di sfida nei confronti delle contrade avversarie:

“La Porta e li Cristofori non hanno speranza di morte, e la lor cieca vita è tanto bassa, che ‘nvidïosi son d’ogne altra sorte. Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa”