Come nascono i fastosi vestiti d’epoca per la Festa del Rinascimento?


Intervista a Stefania Menghini – Creatrice dei vestiti d’epoca per la Festa del Rinascimento

La realizzazione dei vestiti rinascimentali richiede un lavoro di precisione e studio. Oggi conosciamo Stefania Menghini che ci racconta il suo rapporto con la Festa del Rinascimento di Acquasparta.

Il grande corteo delle contrade, con i suoi splenditi Vestiti d’Epoca ci porterà in un periodo storico di cambiamenti importanti anche per la moda influenzata dall’evoluzione artistica rinascimentale, un’influenza che parte dall’Italia e che, grazie alla nascita della classe mercantile e la sua circolazione di stoffe e preziosi, si diffonde in tutta Europa.
Caratteristica principale è la maniacale cura della lavorazione dei tessuti. Le sete cinesi, i velluti, i taffetà vengono impreziosite da gemme e metalli preziosi.
Gli uomini abbandonano il lino per prediligere tessuti preziosi e abbandonano le braghe che vengono sostituite da calze tenute da giarrettiere e fiocchi, il mantello a cappa viene sostituito dal più corto mantello con funzione puramente decorativa.
Nel Rinascimento i canoni di bellezza femminile medievale – donna eterea e delicata – si evolvono per arrivare a un modello di bellezza più generosa e rotondeggiante. Gli abiti abbandonano le profonde scollature a V in favore di una scollatura alta e quadrata. Le gonne arrivano ad essere aperte sul davanti per mettere in risalto la sottoveste.

Per capire il lavoro che c’è dietro alla riproduzione di questa moda così elaborata abbiamo contattato la sarta che realizza questi capolavori.

Quarant’anni della sua vita dedicati alla sartoria d’epoca.

“Sono figlia d’arte. I miei genitori erano sarti e io a 7 anni cucivo già i vestitini per le mie bambole e per quelle delle mie amiche – racconta Stefania Menghini, punto di forza con i suoi costumi della Festa del Rinascimento.

Sempre vestiti d’epoca. Il perché è semplice: mio padre era appassionato di opere liriche e mi portava sempre, fin da bambina, a Spoleto per il Festival dei Due Mondi. Lì mi innamorai dei vestiti dei personaggi che si esibivano sul palcoscenico. Ed eccomi qua”.

Quale periodo storico preferisce?

“Tutti. Realizzo costumi di qualsiasi epoca per spettacoli, rievocazioni, opere liriche”.

Per realizzare i costumi della Festa del Rinascimento incontra numerose difficoltà?

“Quella fu un epoca molto complicata e anche i costumi divennero più ricercati rispetto alle epoche precedenti. Fortunatamente per quello che riguarda Acquasparta non sono previste molte decorazioni, quindi il lavoro si semplifica”.

Quanto tempo ci vuole per realizzare un vestito d’epoca?

“Non c’è un tempo prestabilito. Dipende da numerosi fattori. Comunque, molto tempo”.

È più complicato realizzare un costume da uomo o da donna?

“Per quello che riguarda il Rinascimento non ci sono grandi differenze, sono sullo stesso livello”.

Quali sono le fonti d’ispirazioni per le sue creazioni?

“Dipinti, ritratti di famiglia, disegni d’epoca, ma soprattutto le visite nei musei. Spesso quelli minori riescono a offrire maggiori fonti d’ispirazioni”.

Quale vestito per la Festa del Rinascimento è secondo lei il più bello?

“La risposta è scontata: quello che indossa la ragazza che interpreta la moglie del Principe Cesi”.

Ha un archivio di tutte le sue creazioni?

“Il mio archivio è molto fornito ma purtroppo qualcosa mi manca”.

La sua più grande soddisfazione?

“Sicuramente aver realizzato un ricamo d’epoca su costume della soprano Teresa Stratas nel film “La Traviata” di Franco Zeffirelli”.

A chi deve dire un grazie speciale?

“Alla mia famiglia che mi ha sempre appoggiato”.