Intervistiamo la coordinatrice del Corteo Rinascimentale, Raffaela Raggi


ACQUASPARTA –  È come fare un tuffo nel passato. La Festa del Rinascimento di Acquasparta è una specie di macchina del tempo che offre emozioni, colori, sapori rmai nascosti nei libri di storia. Dietro tutta questa magia c’è chi detta i tempi. Raffaela Raggi è la coordinatrice del corteo e non solo.

Come mai lei, insegnante di francese nelle scuole superiori, ha deciso di imbarcarsi in questa avventura?

“È nato tutto per caso. Ho iniziato con il mio corteo della Contrada del Ghetto. Poi mi sono resa conto che mancava un filo conduttore per tutta la manifestazione e allora mi sono data da fare, collegando anche le altre due contrade San Cristoforo e Porta Vecchia. E adesso i risultati sono gli occhi di tutti.”

La manifestazione si è allargata a macchia d’olio e i turisti sono anno dopo anno più numerosi. Qual è il segreto?

“Far rivivere antiche emozioni. Nel pomeriggio del 20 maggio andranno in scena momenti di vita nel palazzo di Federico Cesi. Nel 2018 sono anche 400 anni dalla nascita della primogenita Olimpia, figlia di Isabella Salviati. I visitatori saranno come proiettati indietro nel tempo.”

Qual è la scena, secondo lei, più emozionante?

“La macelleria rinascimentale. Il motivo c’è: il protagonista di quest’anno, infatti, sarà ‘Sua Maestà il Maiale’. Rivivremo momenti che appartengono a un passato messo in soffitta.”

Qual è la difficoltà più grande?

“Trovare un tema comune e mettere insieme tre contrade rivali. Io ci sono riuscita mettendomi super partes. A vincere deve essere il Rinascimento.”

Perché il protagonista è il maiale?

“Semplice: era uno dei cibi usuali di quel periodo storico. Rendere questo in una manifestazione all’ inizio mi ha creato, però, molta apprensione. Fortunatamente alla fine sono riuscita a trovare la soluzione più idonea. Nel corteo del 2 giugno andranno in scena creature fantastiche e animali mitologici. Argomenti cari al Rinascimento. Nell’ ultimo corteo del 17 Giugno invece il protagonista sarà Sant Antonio e il Maiale. Come vuole la tradizione il Santo riuscì con uno stratagemma a rubare il fuoco ai diavoli per donarlo agli uomini. Un po’ come l’antico Prometeo. Tutto questo grazie anche all’ aiuto del maiale che riuscì a distrarre i diavoli.”

Ci sarà anche una sfida culinaria?

“Esatto l’8 Giugno si terrà nel corso di un banchetto rinascimentale la gara del piatto dell’epoca più buono. Mentre i commensali in costume mangeranno,  musici, giullari e saltimbanchi allieteranno il pubblico.”

Insomma, un grande impegno?

“Far funzionare tutto presuppone una organizzazione a tutto campo, di conseguenza, una grande fatica. Ma io lo faccio con amore e passione, è questo il segreto. E quando guardo gli occhi del pubblico che si illuminano non posso desiderare di più.”