Intervista al Presidente dell’Ente Rinascimento, Alessandro Dal Bosco


Alessandro Dal Bosco

Il Presidente dell’Ente Rinascimento Alessandro Dal Bosco

Da quanto tempo svolge il ruolo di Presidente dell’Ente del Rinascimento?

Questo è il mio quarto anno di mandato, che terminerà a novembre; in realtà lo statuto dell’Ente prevede un mandato di 2 anni, ma nel mio caso è stata fatta un’eccezione e dopo essere stato proposto dalla Contrada di Porta Vecchia, la mia riconferma è stata richiesta dalla Contrada del Ghetto.

È difficile svolgere questo ruolo?

Per il lavoro che faccio, sono abituato a gestire risorse ed assumermi responsabilità, ma devo dire che il livello di complessità raggiunto dalla Festa del Rinascimento, dal punto di vista economico, organizzativo, strutturale, culturale, amministrativo, etc. etc., rende necessaria un’applicazione continua, molto sostenuta direi, nell’arco di tutto l’anno e non solo nel periodo prossimo all’evento. Le nuove norme sulla sicurezza, il bilancio, i rapporti tra le Contrade, a volte di non semplice risoluzione e che richiedono grande capacità di mediazione, l’ideazione e la messa in atto del complesso programma, la scelta delle giurie, le gare e i regolamenti, la ricerca di nuove idee e tanto tanto altro, sono motivo di molto lavoro e di continua preoccupazione per me. In tutto questo enorme lavoro, il Vice-Presidente, il Tesoriere, il Segretario, i componenti del Direttivo, i responsabili dei gruppi di lavoro e i Presidenti di Contrada mi sono vicini e con loro voglio condividere tutti i meriti e i consensi ottenuti in questi anni, in egual misura.

 

Se dovesse fare un bilancio, qual è la cosa che la inorgoglisce di più?

Io sostengo che prima di me è stato fatto un buon lavoro e altrettanto sarà fatto dopo. La cosa che però m’inorgoglisce di più è l’aver dato alla Festa un’impronta ben chiara, direi inconfondibile, che la differenzia da tutte le rievocazioni dello stesso genere; a partire dal Tema, per passare ai grandi spettacoli che tanto entusiasmano il pubblico, a Vino a Palazzo, all’abbellimento del paese, fino ad arrivare agli aspetti culturali e scientifici che secondo me, negli ultimi anni, hanno fatto la differenza portando ad Acquasparta studiosi di altissimo livello da tutta Italia. Questo percorso di crescita ha permesso alla Festa di evolvere, crescere e di uscire da un’accezione regionale per assumerne una di carattere nazionale; dico questo senza timore di smentita.

 

Come è venuta l’idea del Tema relativo al maiale?

Quando sono stato nominato Presidente ho subito realizzato che con le entrate economiche convenzionali la Festa non sarebbe mai riuscita a fare un vero salto di qualità. Sempre grazie al mio lavoro ho avuto l’intuizione di legare la festa a dei temi di grande interesse economico, storico e artistico e volti alla valorizzazione culturale e turistica del nostro territorio: il vino, le erbe officinali e alimentari, il pane e quest’anno, il maiale. Il percorso è semplice: scegliere un tema poliedrico e attuale, implementare una serie di eventi di grande spessore scientifico, culturale e popolare, presentare l’offerta di collaborazione a grandi aziende del settore, chiedere finanziamenti… semplice no?

A novembre il suo mandato termina, se dovesse scegliere un momento particolare di questi quattro anni, su quale punterebbe?

È difficile scegliere, la presidenza è un’esperienza intensa che ti entra dentro, durissima ma al tempo stesso affascinante e coinvolgente; i giorni della Festa poi, sono un susseguirsi di tensione, stress, fatica, arrabbiature e altro, ma l’orgoglio di essere in testa al nostro grandioso corteo ed essere il primo ad entrare nella Piazza gremita di persone,  è come la master card, NON HA PREZZO!

Quali consigli darebbe al nuovo Presidente dell’Ente?        

È difficile anche questa domanda. Io dico sempre che le Contrade sono come delle famiglie dove magari si litiga, ma dove comunque si sta insieme, si scherza, si cena, si brinda, si discute, si programma il futuro, si gioisce delle vittorie e si piange per le sconfitte. Il Presidente dell’Ente è solo, specialmente durante la Festa… Per questo ringrazio mia moglie che mi è sempre vicina, mi supporta e… sopporta.  Quindi per prima cosa, chi arriverà si deve preparare a questo.

Consigli?

Primo: non smettere mai di pensare, di cercare, di inventare, di creare; non lasciare mai nulla di intentato. Una Festa che non cambia e si evolve è destinata a morire.

Secondo: dare sempre l’impressione di massima imparzialità verso le Contrade… e per dare tale impressione ed essere credibile, esiste un solo modo: esserlo, totalmente!!!

Terzo: curare i particolari in maniera minuziosa, ossessiva direi.

Quarto: scegliere dei validi collaboratori e assegnare con serenità le giuste responsabilità, ma sempre verificare gli esiti.

Quinto e ultimo: non ascoltare mai chi dice: ”Questo non si può fare perché non è stato mai fatto prima”. Posso dire che se si ha la capacità di condividere, coinvolgere, esaltare le qualità delle persone, nessun risultato può considerarsi impossibile da raggiungere.